GIANO DELL'UMBRIA E L'OLIO EXTRAVEGINE DI OLIVA

Verdeggiante in gran parte della fascia collinare e sub-collinare su una formazione prevalentemente mesozoica, sia in forma casuale, sia a filari, l’olivo rappresenta la coltura più pregiata e rappresentativa del territorio del Comune di Giano dell’Umbria.

Considerata da Columella “prima omnium arborum” e ritenuta sacra dai Romani con il fico e la vite, la pianta dell’olivo, comunemente chiamata piantone, vegeta in questa amena superficie dal tempo dei nostri avi Umbri ed Etruschi, come confermano i millenari maestosi esemplari di Macciano, visibile a pochi km dal capoluogo, e di Camporeggiano, presso San Felice.

Testimoniata dai vari frammenti di anfore olearie sin dal periodo tardo-imperiale, la coltivazione dell’olivo fu incrementata dai monaci di S. Benedetto dell’abbazia di S. Felice nonché arricchita di una nuova specie, ora denominata Dolce di S. Felice, dai loro successori Agostiniani verso la fine del XV secolo.

Si ha memoria di vetusti frantoi a trazione animale, degli Agostiniani di S. Felice, dei Francescani di Giano, di ser Gioanni e quello detto de Magliocco, o movimentati dalle acque dei vicini torrenti: molendinum sancti Angeli, del Vescovo e Maestrini, tutti lungo il corso del torrente Pugliola; nell’anno 1857 operavano nella zona ben nove mole ad olio. Pochi anni più tardi, nel 1888, l’“Umbria Olearia” censiva a Giano una superficie olivetata pari al 45% della territoriale.

A ricordare le tradizioni più antiche è la Festa della frasca (o bonfinita) che viene rievocata ogni anno nel mese di novembre.

La raccolta delle olive, anticipata rispetto al passato, avviene prevalentemente mediante brucatura a mano, mentre la lavorazione nei sei frantoi ancora attivi utilizza tecnologie di estrazione moderne, generalmente a ciclo continuo, per ottenere standard di qualità sempre elevati.

Oggi l’olivicoltura locale può contare su circa 170.000 piante dislocate su una superficie di oltre 700 ha, che fruttano mediamente 3.000 q.li del pregiato prodotto. Un olio verde dai riflessi dorati, fresco e fruttato all’olfatto e che presenta al gusto toni equilibrati di amaro e di piccante, con delicate sensazioni di erba appena tagliata.

Giano dell’Umbria, dal 1994 è “Città dell’Olio” e dal 2005 anche “Città del Bio”. Fa inoltre parte del circuito regionale della “Strada dell’Olio extravergine di oliva Dop Umbria”.

Oltre all’olio extravergine di oliva le altre produzioni di eccellenza di Giano sono: il vino (Doc e Docg di Montefalco, Doc dei Colli Martani), il tartufo nero, il miele, lo zafferano, il formaggio pecorino, la carne chianina.

La cultivar “San felice”

La cultivar autoctona San Felice caratterizza la Dop Umbria, sottozona “Colli Martani”, combinandosi, conformemente al disciplinare, insieme al Moraiolo, che è la varietà più diffusa sulle colline della Regione, e ad altre cultivar come Leccino, Frantoio e, in misura minore, Rajo e Vocio.

Fortemente localizzata nell’area centrale dell’Umbria (prevalentemente a Giano dell’Umbria e nei tre Comuni circostanti, Montefalco, Castel Ritaldi e Gualdo Cattaneo) la San Felice è una delle poche varietà autoctone, insieme alla Dolce Agogia nella zona del Trasimeno e alla Nostrale di Rigali a Gualdo Tadino, a presentare un fortissimo legame con il territorio di riferimento.

La storia della sua introduzione e la relazione con la monumentale e omonima abbazia benedettina, che sorge nel cuore del Comune di Giano rende questa particolare “tipicità” un valore in sé, in cui il valore culturale si affianca all’elemento agronomico e ambientale, determinando un “unicum” straordinario.  I toni meno accentuati di piccante dell’olio prodotto con la varietà San Felice, rispetto ad altre varietà umbre come il Moraiolo, lo rendono adatto per abbinamenti con zuppe, carni bianche e condimenti a crudo.


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